Granfondo Terùn

Conferenza stampa

Venerdì 26 ottobre alle ore 17.30, presso il Santa Caterina village di Scalea (Cs), si è tenuta la conferenza stampa della “Squadra Terún Scalea”,. Il presidente Rossano Bruno ha fatto un resoconto delle attività svolte dall’associazione ciclistica nel 2018. Al termine della conferenza stampa è stata comunicata in anteprima la data della “Granfondo Terún 2019”.

Conferenza stampa

Venerdì 26 ottobre alle ore 17.30, presso il Santa Caterina village di Scalea (Cs), si è tenuta la conferenza stampa della “Squadra Terún Scalea”,. Il presidente Rossano Bruno ha fatto un resoconto delle attività svolte dall’associazione ciclistica nel 2018. Al termine della conferenza stampa è stata comunicata in anteprima la data della “Granfondo Terún 2019”.

Grande successo per la Granfondo Terùn Scalea

Un successo pieno, per certi versi annunciato e che ha visto l’entusiastico assenso dei circa 400 ciclisti provenienti dall’Italia e dall’estero, i quali hanno partecipato, domenica 17 giugno, alla prima edizione della “Granfondo Terùn Scalea”, un percorso estremamente impegnativo di circa 130 km e un dislivello 

Variazione percorso

COMUNICATO IMPORTANTE

>>>>> VARIAZIONE PERCORSO <<<<<

L’organizzazione comunica che per cause di forza maggiore il percorso della Granfondo Terùn subirà una modifica sul tracciato, che tuttavia non incide sul chilometraggio e sul dislivello., in particolare il percorso sarà di 131,8 km e un dislivello positivo di 2124 mt.

 

La modifica consiste nell’eliminazione del passaggio da Tortora dopo 15 km dalla partenza, per cui superato l’abitato di Praia a Mare la corsa passa sulla SS18 e dall’innesto in direzione nord prosegue verso la SS585 Fondo Valle del Noce fino a Lauria per poi proseguire come da programma.

 

La traccia GPX è disponibile al seguente link

gpx terun gf.gpx – https://drive.google.com/file/d/1tQ6L–mOgr9KmhoNqSSbkQ289XO8ucny/view?usp=sharing

 

 

 

Domenico Pozzovivo

 

…Nel 2012 scrive la storia del ciclismo lucano con il suo arrivo in solitaria a Lago Laceno, la tappa più meridionale di quell’edizione del Giro d’Italia. Qui con il suo esultare alla Giovinco, lancia un segnale inequivocabile: una spanna sopra gli altri. Ritocca quella pagina di nuovo nel 2015 quando parte per la corsa ciclistica più conosciuta al mondo: il Tour de France, ed il primo lucano al Tour ha saputo dare spettacolo anche in Francia.

Ne ha fatta tanta di strada dal 2005, anno in cui si consacra tra le file del professionismo vestendo la maglia di colore arancione della Panaria- Navigare, gradino per pochi anzi, pochissimi. Una carriera lunga e ricca di attacchi in salita, ma anche di cadute e rialzate continue. Domenico è uno di quelli che non si è mai autocelebrato, non si auto- consacra sui social network, a fatica si dà del “bravo” anche quando meriterebbe un “bravissimo”, perché si può sempre fare di meglio. Non conosce le regole del selfie perfetto ma quelle della meteorologia, che consulta ogni giorno fin da liceale, tra gli spartiti di Beethoven e le versioni di latino da tradurre.

Mentre la strada s’impervia come un cavallo impazzito, il suo cambio scricchiola e non importa che marca di bicicletta abbia, non importa se il suo computerino non è all’ultimo grido, Pozzovivo non fa nemmeno una smorfia in volto, non serra i denti: sornione contrae i suoi muscoli e inizia la sua danza sulle note dell’asfalto, beffeggiando ogni pendenza. Non c’è montagna che tenga perché lui le conosce tutte e da ogni versante: Punta Veleno, Zoncolan, Mortirolo, Stelvio o Pordoi, quasi come fossero dei gusti di gelato, lui li ha assaporati tutti. Domenico oggi indossa la maglia della squadra World Tour Bahrain-Merida e tra le mura medievali del borgo svizzero di Morcote, scruta le nuvole e pianifica la prossima salita da sfidare.

dal sito web www.domenicopozzovivo.it


   

Maurizio Fondriest

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Maurizio Fondriest (Cles15 gennaio 1965)

Professionista dal 1987 al 1998, fu campione del mondo in linea nel 1988 e vinse la Milano-Sanremo nel 1993.

La sua carriera agonistica toccò l’apice con la vittoria nella prova in linea ai campionati del mondo di ciclismo su strada 1988, corsa sul circuito di Renaix, in Belgio. Solo ventitreenne, era già stato protagonista di un’annata in cui aveva vinto una tappa alla Tirreno-Adriatico ed era giunto secondo alla Milano-Sanremo. Il C.T. Alfredo Martini puntava su compagni più accreditati, ArgentinBontempiBugno e Saronni. All’inizio dell’ultimo giro della prova, scattò Claude Criquielion, già campione del mondo nel 1984, e Fondriest gli si mise a ruota. Davide Cassani impedì che dal gruppo si staccassero corridori pericolosi come Fignon e Pensec, annullando ogni tentativo di rientro sulla fuga del compagno, notoriamente veloce nelle volate. Nonostante il lavoro del team italiano, a 500 metri dal traguardo il canadese Steve Bauer si avventò sui due fuggitivi. Iniziò la volata a tre: Bauer partì davanti, Criquielion provò a passarlo, ma venne schiacciato dal nordamericano contro le transenne, cadendo rovinosamente. Fondriest andò a vincere, mentre Bauer fu in seguito squalificato. Fu quella la tredicesima vittoria di un corridore italiano nella prova iridata in linea su strada.

Competitivo nelle gare di un giorno, oltre al mondiale vinse una Milano-Sanremo, una Freccia Vallone, un Meisterschaft von Zürich (tutte e tre le vittorie nel 1993) e due volte il Giro del Lazio(1990 e 1994). Durante la carriera accusò problemi alla schiena che ne limitarono in parte il rendimento agonistico[1].

Tra i piazzamenti, fu due volte secondo alla Milano-Sanremo (1988; 1995), una volta secondo alla Gand-Wevelgem (1995), alla Wincanton Classic (1989) e all’Amstel Gold Race (1991); una volta secondo (1995) e una volta terzo (1996) nella Freccia Vallone; una volta terzo alla Liegi-Bastogne-Liegi (1993), alla Clásica de San Sebastián (1991), alla Leeds International Classic(1993) e al Meisterschaft von Zürich (1994); una volta secondo (1993) e due volte terzo (1987 e 1990) alla Parigi-Tours.

Questa continuità nelle gare di un giorno, lungo tutto l’arco della stagione, gli permise di aggiudicarsi due volte la classifica di Coppa del mondo, nel 1991 (senza vincere alcuna prova) e nel 1993, successo costruito tappa dopo tappa a cominciare dalla prima prova, la Milano-Sanremo. Il 1993 è considerato il suo anno di grazia, con 25 vittorie, più di quante ne avesse raccolte fino a quel momento e quasi la metà di tutti i suoi successi da pro: in quell’anno Fondriest si aggiudicò, oltre alla già citata Sanremo, la Freccia Vallone, il GP di Zurigo, una tappa al Giro e le classifiche finali di Giro del Trentino (3 tappe), Tirreno-Adriatico (2 tappe), Grand Prix du Midi Libre (3 tappe) e Escalada a Montjuich (vinse entrambe le prove previste).

In nazionale

Colonna della nazionale azzurra ai campionati del mondo nei primi anni novanta, dopo il titolo conquistato nel 1988, si classificò nono nella corsa iridata nel 1990, undicesimo nel 1991 e quinto nel 1993.
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